Google compra Blogger: Who’s next?

Articolo del Vostro su Punto-Informatico. Davvero, non è uno scherzo: clicca qui :)

Who’s next? Era la domanda che ci si faceva ai tempi della New Economy, e più precisamente dopo l’acquisto di Time Warner da parte di AOL. Aiuto! Sti ragazzini della New Economy! Davvero, avevano paura. Chi sarà il prossimo? IBM comprata da Yahoo!, Walmart comprata da Amazon, la Federal Reserve comprata da Flooz o il Colosseo comprato da Kataweb ? LOL.

Non so chi sarà il prossimo, ma posso dirti che secondo me questa è la più grande acquisizione della storia di Internet, perché per la prima volta il modello non è quello delle enclosure, di chiudere Internet entro il proprio recinto. Google non è un portale e sono sicuro che non lo diventerà mai. E no, non credo che Google stia ricalcando le orme di Yahoo! iMHO comprare Blogger è diverso da comprare GeoCities.

Ed è diverso anche da tante altre acquisizioni famose, da Tiscali che compra annuncigratuiti a Dada che compra… barzellette.it (LOL) oppure alle tante, troppe acquisizioni di Yahoo! Il modello era sempre lo stesso: compro delle web-property e aumento il mio reach e la mia quota di mercato. Insomma, ho un canale in più, come se lo spazio su Internet fosse limitato! Vi dà una notizia: non lo è.

Di limitato c’è solo il cervellino di chi non capisce questo concetto. Quelli di Google lo capiscono, chiaramente. E infatti comprano Blogger per aprire ancora di più Internet. Per decentralizzarlo, per democratizzarlo e, ovviamente, per guadagnarci nel processo.

I’m feeling lucky

Stefano Porro è un vero e bravo giornalista, non un cazzone come il Vostro. Alt alt alt. Niente polemiche. Promesso. Giurin giuretta. Chi non piscia in compagnia non è figlio di Maria etc. Ieri mattina sono stato alla conferenza stampa di Google con Stefano. Uno di fianco all’altro, abbiamo ascoltato le stesse cose e poi fatto domande a Larry Page e Sergey Brin. La differenza è che Stefano ha scritto un ottimo articolo, cosa che io onestamente non sarei stato in grado di fare. Al massimo posso provare a raccontarvi un po’ di gossip. Iniziamo dal Vostro. Ho ancora mal di testa. Già, ieri sera ho bissato.

Dopo la conferenza stampa sono andato anche al Google Party. Grazie Sergey! Pensa un po’… quei due tipi all’ingresso non volevano far entrare un big spender come me! Passa di lì Sergey, ed è un attimo. Lui è con me. Il ragazzo è sveglio. E semplice, tranquillo e alla mano, come tutte le persone di Google che abbiamo incontrato. Atteggiamenti da guru? Non ne hanno bisogno. Le cose che dicono sono profonde e banali, se posso dire così. E sensate. Vogliamo offrire un servizio utile e facile da usare.

Sappiamo di avere una grande responsabilità nei confronti della Rete perché molte persone si fidano di noi per le loro ricerche. Non venderemo mai i risultati. Cerchiamo di ascoltare i nostri utenti e di imparare dai Paesi nei quali facciamo business. Poi, l’apoteosi. Qualcuno chiede se hanno fatto ricerche di mercato prima di lanciare Google News. No, non ne facciamo mai. Quando i nostri tecnici hanno delle idee nuove, diamo loro spazio e risorse. Quando è pronta una beta, mettiamo online il servizio. Se qualcuno lo trova utile, cerchiamo di migliorarlo, altrimenti lo chiudiamo e basta. Semplice, no? Google rules.