Il NY Times scrive che…
Subscriptions will cost between 9.99 Euros and 12.99 Euros per month
Io non tornerei a usare Facebook neanche se mi pagassero loro 12 Euro al mese…
Il NY Times scrive che…
Subscriptions will cost between 9.99 Euros and 12.99 Euros per month
Io non tornerei a usare Facebook neanche se mi pagassero loro 12 Euro al mese…
Non ho mai capito gli adulti. In ufficio a rompersi i coglioni, a cuccia (seduti) e davanti a uno schermo. Poi in metrò, o, peggio ancora, nel traffico. Traffico: altra gente impegnata ad andare non si sa bene dove e non si sa perché.
Poi fanno ritorno a casa! Dove potranno, finalmente, litigare con la moje o con i figli, o, in mancanza, col cane. Figli ai quali, ovviamente, insegneranno che è quella, la vita. La vita vera! Métro, boulot, dodo e rompersi i coglió.
Ho sempre avuto un senso di profondo disagio, se non addirittura disgusto, per questa ‘normalità’ dipinta come se fosse il Sacro Graal, quando in verità è solo: non è riuscito a fare un cazzo, e quindi ha fatto come tutti gli altri.
Poi arriva il weekend, per andare ai giardinetti con la co-gestrice della prole — manager entrambi! — a sognare, immagino, il lunedì mattina in ufficio per poter finalmente giocare con Excel e PowerPoint in relativa pace…
Sono tre anni che ho mollato Android e quasi venti anni che ho mollato Windows.
Sono sei mesi che ho eliminato il mio account Facebook. Saranno dieci anni che ho mollato Dropbox, a favore prima di MEO Cloud, e ora di MEGA, iCloud e Filen.
Sono più di dieci anni che uso DuckDuckGo invece di Google. Perché è meglio; e se non è meglio, almeno è meno intasato di pubblicità. Sono almeno un paio di anni che uso (anche) il browser di DuckDuckGo, e gli indirizzi email protetti di DuckDuckGo.
Sono cinque anni che uso Tuta, e scalpito per mollare del tutto GMail, che uso dal 2004. Sono almeno quattro anni che uso Iridium e un anno che uso LibreWolf. Vorrei provare il browser di Mullvad. È ora. È ora di abbandonare Big Stasi.
Milano non è una città — Valencia, Barcellona, Lisbona, Ljubljana, Berlino, Amburgo, Copenhagen, Stoccolma sono città. Milano è una discarica di automobili a cielo aperto.
Se poi hai la fortuna di vivere vicino a un bar di relativo successo, la situazione è angosciante: auto ovunque, sui marciapiedi, in doppia fila, in curva, sulle aiuole.
E tutti costoro sono ovviamente persone che vanno a bere e che poi guidano.