Ciao.it…

C’era una volta il portale di casa Fiat, ciaoweb. Nel 2000 ciaoweb comprò il dominio ciao.it da una piccola società della zona nord-milano. Quelli di ciao|com offrirono, pare, 25.000 euro ma non furono neppure degnati di una risposta. Un bel giorno Fiat si stancò e il pacco ciaoweb fu venduto ad Hachette-Rusconi. Che cosa esattamente fu venduto non mi è mai stato chiaro. Si sarà trattato di plusvalenze di stile calcistico, immagino. Incredibile ma vero, poco tempo fa ciao|com ha comprato www.ciao.it. Per 35 euro.

Pare che quelli di ciaoweb si siano dimenticati di rinnovare il nome a dominio.

Giallo acido

Passato l’attacco delle zanzare-killer al tramonto, la festa di Tuttogratis è stata una bella festa. Si chiude un po’ la stagione, iniziata a fine maggio con la festa per i 6 anni di Yahoo! in Italia e rilanciata poi negli ultimi dieci giorni dalle feste di Meetic, Google, Zero9 e ieri TG. Giallo acido si riferisce alla t-shirt di colore improponibile di Mr.Tones.

Nato il 14 luglio

Auguri a Blogorroico per i suoi 4 anni di le blog! Tra l’altro, sono ben felice di sapere che hai iniziato prima di quando avrei potuto iniziare. Era una notte lunga e tempestosa… Era l’agosto del 2000 quando ho visto Blogger per la prima volta. Push-button Power Publishing for the People, e tutti in ufficio a ciao|com a chiedersi che cazzo stessi facendo di tanto importante da starmene così assorto e tranquillo tutto il giorno.

Poi è arrivata una campagna banner last minute di quelle scontate del 95% sul prezzo di listino e il blog è stato rimandato al 2001. Un caro saluto a Marek che tra l’altro deve aver compiuto gli anni proprio in questi giorni. Happy Birthday, Marek!

Mille e forse ancora mille

Tre anni, mille post. Quasi esattamente una cazzata al giorno. Con una email di spam al giorno hanno messo su un business – e io nulla. Non è giusto. Non so se ci saranno altri mille post, ma certo vorrei pensare un po’ ad altro. Ho scoperto i blog verso marzo 2000. Dopo essere finito non so più come sul sito del Cluetrain Manifesto, ho iniziato a seguire Doc Searls prima ancora che fosse doc.weblogs.com. A fine aprile 2000 ho inviato un civi e una lettera di presentazione e a giugno 2000 ho iniziato a lavorare a ciao|com, ai tempi l’unica dotcom al mondo senza “dot”. Il sito di ciao|com era brutto e di colore giallo-grigio. Il claim – ci credi? – era Die Meinungsfuhrer (no comment). Nell’agosto 2000 ho scoperto Bloggerpush-button power publishing for the people mi è sembrato subito una cosa ben più eretica di un qualsivoglia Lutero, specie in un mondo dove gli editori offline volevano a tutti i costi portare di peso i loro giornalisti online. A causa di un’offerta pubblicitaria last minute che ho dovuto comprare e seguire non ho lanciato un blog su Blogger quel mese. Forse è stato un bene, perchè pur molto scettico sul mondo nel quale ero capitato – ciao|com avrebbe dovuto far soldi vendendo quella merda di roba (i banner) che a noi non funzionava per nulla quando li compravamo? – ero anche ancora un po’ confuso. Poi due settimane di vacanza in California. A San Francisco c’erano in giro gli ultimi cartelloni pubblicitari delle dotcom del cazzo. Ricordo bene le pubblicità dei famosi Flooz e forse anche di un loro competitor. Io a ciao|com avevo mandato il civi perchè credevo nell’idea markets are conversations, mica perchè volevo diventare esperto di ueb marketting (due t) e bravo a usare i banner per fare iscritti. Ho scoperto durante il colloquio che quello sarebbe stato il mio mestiere. Io avrei voluto convincere le aziende che eravamo la Rivoluzione, che ormai, finalmente, coi clienti bisognava relazionarsi in un modo diverso, bla bla bla. Devo fa’ il markettaro? C’è di peggio, mi sono detto. Il gruppo, a ciao|com Italia, era semplicemente eccezionale. Mai incontrato tante persone intelligenti e in gamba tutte insieme. E poi c’erano i colleghi, francesi, inglesi, spagnoli e ovviamente i tedeschi. Cagacazzo quelli di Munchen, simpatici gli altri. Tre anni, dicevo, da quando, ormai in aria di sicuro licenziamento a ciao|com, è partita la newsletter dot-coma da cui poi è nato questo blog ad agosto 2001. Tre anni, e tante opportunità buttate. Libri, articoli, convegni, idee per nuove start-up. Niente. Faccio ancora il markettaro.