Google Mail

No, non è un pesce d’aprile. Google sta testando GMail, una webmail di nuova generazione.
Dove se ne parla? Un po’ ovunque. Marco Fontebasso mi segnala questo articolo su clickz.
Un utente si lamenta della sua webmail? Google gli risolve il problema. I soliti esagerati :-)

If a Google user has a problem with e-mail, well, so do we – said Google co-founder and president of technology, Sergey Brin.

Come dice bene questo articolo su Ars Technica, let the portal wars begin. All over again.
Vi prego di leggere anche cosa ne pensa Sara Radicati. Una vera esperta, non c’è dubbio ;-)
Ecco come sarà… direttamente da Google. Mi piacciono quelle pubblicità. Non rompono i coglioni. E mi piace l’idea di avere 1 GIGA di posta. E un filtro anti-spam made in Google. E… ok, quando?

Irreverent is nothing

Quando devi fare pubblicità ad un prodotto o servizio non eccezionale oppure operi in un mercato saturo e non riesci (ovviamente) a ottenere risultati incredibili (impossibili), cosa fai? Cambi agenzia. Che ti cambia il look. E che, nel tentativo di farti addentare una fetta di torta più ampia, ti fa perdere per strada chi sei, la tua identità, la tua storia, i tuoi valori (se sei così fortunato da averne). Il tuo brand, per usare una parola che tutte le agenzie di pubblicità usano a sproposito.

Sul Web è molto peggio. Perché il tuo sito (idealmente) non è una pubblicità, cioé una roba che l’utente farebbe volentieri a meno di sorbirsi, ma un servizio che l’utente usa perché lo trova utile. Se il tuo sito è usato da milioni di persone, cambiare da un giorno all’altro senza avvertimenti mi sembra un azzardo. Cambiare in peggio, un errore. Cambiare in peggio, senza dir nulla e volendo anche e a tutti i costi non solo avere ragione ma anche attaccare i tuoi competitor, beh…

Sono dell’idea che, a meno che sia un disastro totale, il design di un sito o di un portale conti relativamente poco. Ciò che ti distingue davvero dagli altri sono i contenuti e la tua personalità, non la grafica sempre più strana che altri potranno ben decidere di sorpassare e rendere ancor più strana. Certo, contenuti e personalità non sono mai stati il punto forte dei portali.

E nessuno in effetti chiede che lo siano o che lo diventino. Quando Virgilio abbandonò il proprio look storico per passare alla versione precedente l’ovetto di tua concezione, diverse persone mi dissero di non pensare che in Matrix non fossero più in grado di fare un portale come si deve. E’ che fatto così rende di più, mi fecero notare – e mi convinsero – in tanti.

Questo è un discorso che accetto. Anzi, è l’unico discorso che accetto. Se ho una quantità enorme di traffico che mi arriva dal fatto di essere un ISP, un pubblico non particolarmente sofisticato, dei contenuti editoriali e dei clienti che vogliono acquistare degli spazi promo-pubblicitari, devo vedere di far collimare queste diverse e anche contrastanti esigenze.

Altro che piastrellisti, caro Nicola! Che piaccia o meno, il lavoro di disegnare l’homepage di un portale è in larga parte un lavoro da ragionieri. Ragionieri che devono capire come far rendere la homepage senza sacrificare troppo né il portale né gli utenti. E in questo mi sembra di poter dire che il nuovo (e brutto) Libero abbia fatto meglio di te con Virgilio.

Ti prego, Nicola, non ti arrabbiare. Perché pur non essendo certo un esperto di Web Design e pur non indossando camicie strane (che un po’ ti invidio) sono anch’io molto irreverent ;-)

Irreverent Web Design

Questo tipo con questa camicia spettacolare si chiama Nicola Landucci ed è la mente che sta dietro al nuovo Virgilio. Puoi anche richiedere il suo e-book Irreverent Web Design. Visto che – bontà sua – è gratis, ne ordino una copia anche per David Filo e Jerry Yang e una per Pierre Omidyar. Non si sa mai, potrebbero imparare qualcosa.

Il titolo, btw, è fuorviante. Avrebbe dovuto essere Irrelevant Web Design. Un portale è, fondamentalmente, una roba inutile. Meno design ci metti, meno mi rompi i coglioni.

O no ?

Corrispondenza d’odorosi sensi…

Non ci sono più dubbi: la niu economi è ripartita! A voi le email profumate. Giuro che avevamo un collega che già nel 2000 aveva capito che il futuro era questo… troppo avanti!

Il dispositivo per farti impuzzare le tue email costa oltre 300 euro. Io ne compro due ;-)