Un weblog politico ?

dot-coma sta diventando un weblog politico?

2 considerazioni:

1) negli anni 20 e 30 avrei potuto (tech a parte ;-) scrivere un weblog in Italia? Dubito. My POW: è necessario difendere la libertà (con la minuscola: con la maiuscola ormai è marchio registrato :))). Anche – intendiamoci! – da quelli dell’Ulivo che durante la scorsa legislatura hanno approvato l’infame legge sull’editoria elettronica!

2) io vado dove tira il vento del business, altrimenti i miei VC non mi danno più soldi. E il vento dice che bisogna fare più impression. “more eyeballs”, vero? ;-)

Quindi, vorrei e usare questa comunità per “accelerare il marketing”. Accelerarlo fino al punto in cui frenare non servirà più a nulla – it’s gonna be a head-on collision and we’re all gonna fuckin’ die! Accelerarlo come si accelerano le particelle in un reattore nucleare.

Fino alla fusione. Fino al punto del non-ritorno. O fino al punto del back-to-the-future. Il ritorno a un mondo pre-marketing. Perché questo è quello che Internet significherà per davvero. Because markets are conversations. Always were, and will be again.

Laughing Out Loud

Dot-coma
” … gli è tutto sbagliato, tutto da rifare …” – Gino Bartali
Beh … che il Web commerciale stesse attraversando una fase un po’
così, noi lo sapevamo.
Prendete me, ad esempio. Ero un serio impiegato-modello, di quelli
sempre in giacca e cravatta :)) Oggi, ho sì la camera tapezzata di
stock option, ma sono ridotto a un vagabondo delle Rete, uno “hobo”
post-1929.
Dura la vita. Per questo è nata dot-coma. Poche balle, non perché
potessi accreditarmi come guru. E’ nata per alleviare le nostre
sofferenze. Se sei senza un lavoro, gli oppiacei costano troppo.
E John non basta:
Picture yourself in a boat on a river
With tangerine trees and marmalade skies
Somebody calls you, you answer quite slowly,
A girl with caleidoscope eyes.
Fin dall’inizio, la nostra idea è stata di dipingere un quadro della
situazione che fosse il più surreale possibile. Ma la verità è che o
si è bravi artisti, o, inevitabilmente, la realtà supera la fantasia.
Evidentemente, non sono Salvador Dalì.
Ecco cosa ho ricevuto ieri sera. Giuro, tutto vero. SPAM di un servizio
commerciale americano che fa registrazione nei motori di ricerca. Sì,
davvero: mi hanno chiesto di spendere soldi per “spingere” dot-coma.
Come se ne avessi bisogno. Ve l’ho detto, vero, che se il trend positivo
in atto continua fra 6 mesi superiamo AOL? Come se mi fidassi di gente
che mi spamma. Soprattutto, come se dot-coma fosse una cosa seria e non
una bischerata. Già, dot-coma – quotata a NY al CRACKDAQ, simbolo DTCM.
Hey, Vanessa: how clueless can you be?
LOL.
Grazie Vanessa, you made my day!

Congresso della Pubblicità

Da oggi a Roma il Congresso della Pubblicità. Lo slogan di quest’anno è:

Io parlo, tu ascolti. Tu parli, io ascolto.

Se qualcuno di voi è a conoscenza di casi nei quali la pubblicità ascolta, vi prego di scrivermi. No, i focus group e simili esperimenti di laboratorio non valgono.

SMAU 2001

Ieri ho fatto un giro a SMAU. Un po’ di baccano stile tempi d’oro agli stand di Aruba e di IOL/Inwind. Per il resto, silenzio. In un’ora ho girato tutta la zona Internet e non mi hanno tirato in faccia neppure una T-shirt. Se non ci fosse la crisi, bisognerebbe inventarla.