La recita della democrazia

Sono 60 anni che facciamo finta di essere una democrazia, in Italia. In verità, anche se non ci sono più squadristi — tranne che a Genova, luglio 2001 — e olio di ricino, abbiamo quasi solo sostituito al dominio di un solo partito il dominio di più partiti.

E sempre Per Necessità Familiare. La nuova Legge Elettorale voluta da Berlusconi, come noto, ci riporta indietro di 15 anni e cancella quei pochi passi in avanti verso la rappresentatività del territorio e la responsabilità nei confronti dei propri elettori che erano stati compiuti grazie a Mario Segni e al suo Referendum.

Le liste vengono decise a porte chiuse dalle segreterie dei partiti secondo logiche tutte loro. Stranamente sovente trovano un posto anche i fratelli di candidati già di per sé impresentabili, dal fratello di La Russa alle comunali a Milano al fratello di Pecoraro Scanio, l’unico Verde in Europa che parla di tutto tranne che di problemi ambientali.