Le automobili sono un mistero. La cosa che mi colpisce di più, più persino dei loro costi esorbitanti, della lista infinita di accessori, con impianti stereo che il 90% delle persone non ha in casa, delle leve del cambio fatte a forma di cazzo, per due mercati su tre, della loro ridicola inutilità in città, di quanto un sacco di gente ci sia patologicamente attaccata, delle pubblicità ridicole, o da uomo che non deve chiedere mai, o da cafone di città, o da donna indipendente, esattamente come le pubblicità delle sigarette tanti anni fa, o fra paesaggi bucolici in campagna, e della ancora più ridicola pretesa di essere “ecologiche” è la loro bruttezza: tranne Alfa Romeo, BMW e la Fiat 500, le altre fanno parecchio cagare.
