Ora che Apple e anche Samsung hanno deciso di supportare tool di ad-blocking sui loro telefoni, è arrivata l’ora per Zuck di lanciare il browser di Facebook!
Quanti anni sono che ci raccontano tutte queste balle sui “consumatori” che vogliono “avere una relazione” (extra-matrimoniale?) con le loro marche preferite di burro, yogurt, dentifricio e pneumatici? Io voglio un browser che mi permetta di “essere in contatto” tutti i giorni, oltre che tutte le notti, con l’azienda che produce il mio materasso. Voglio entrare in contatto con lo storytelling di chi produce la Panda. Voglio sentirmi vicino al tonno e ai sottaceti. Sfruttando la geolocalizzazione, voglio essere avvisato di quando passo davanti a un supermercato e i miei biscotti preferiti sono in sconto del 15%. Voglio una relazione con la mia assicurazione, oltre che con la mia assicuratrice. Non voglio perdermi neanche un post del mio operatore telefonico, del mio fornitore del gas e della mia banca.
Facebook ormai vende pubblicità
La cosa più bella, poi, è che Facebook ha smesso da un pezzo di raccontare queste stronzate. Facebook è il nuovo bar e il nuovo giornale e la nuova tv. Gratis.
Il che — mi pare evidente — è come dire: come Metro e Rete4, non come Il Fatto e Sky.
Anzi, vende proprio interruptive advertising. Quelli che vendono “conversazioni” e simili balle spaziali sono le agenzie e i consulenti. Gli ultimi soldati giapponesi nella giungla, elmetto in testa, convinti ancora che l’Imperatore non accetterà mai la sconfitta.
