Il fallimento dei blog

No, non intendo il fallimento della cosiddetta blogosfera, fra ridicole classifiche, sedicenti blogstar, gente che scriveva per essere indicizzata e gente che si vendeva per due lire o un tramezzino, come diceva il buon Metitieri. Quello lo davo per scontato.

Né il sorpasso da parte dei social media, l’orribile sito blu in particolare, con il passaggio da un mondo in cui scrivono pochissimi, i giornalisti, a un mondo in cui scrivono i pochi che vogliono mettere su un blog a un mondo in cui scrivono tutti, purtroppo.

Intendo proprio il fallimento a livello di software, con WordPress che è diventato troppo complicato e nessuno che prova a prendere il posto di WordPress perché non ne vale la pena: i blog non sono più iperindicizzati come prima, e i feed RSS non se li incula nessuno.

Oggi un blog non ha più senso, stretto a morte fra cinguettii, cagate di chiunque sia annoiato in ufficio sull’orribile sito blu e le newsletter — che quelle sì, se scritte bene e con passione quelle possono arrivare dove conta, altro che gli RSS nel tuo feed reader…

Oggi un “blog” è poco più che un archivio personale sul web delle tue newsletter.

Come non comunicare

La Supersega di Florentino e Agnelli è un caso da manuale.

Di tutto quello che non si deve fare.

Annunci una rivoluzione nel momento più mediatico: una domenica sera a mezzanotte.

Non fai una conferenza stampa con i presidenti dei 12 club.

Tanto meno coi giocatori, che neppure sono stati informati.

Il presidente della nuova entità è il presidente di una delle 12 squadre.

Spieghi il nuovo progetto solo in spagnolo e non alla BBC o al Financial Times, bensì a El Chiringuito, la versione spagnola di Qui studio a voi stadio.

Metà delle squadre sono inglesi, ovvero hanno un campionato che funziona e hanno appena mollato l’Unione Europea, ma la sede e il presidente sono in Spagna.

Parli di 20 squadre, ma ne hai 12.

Dici che Bayern e PSG si uniranno al gruppo anche se hanno detto di no.

Non spieghi chi saranno le altre né come verranno scelte. Non spieghi come funzionerà la nuova lega, quando si giocherà, chi saranno gli arbitri, come verranno aiutate le altre squadre, cosa farà la nuova lega per aiutare il calcio di base etc.

Parli solo di $oldi.

Poi interviene l’altro genio, Agnelli, e usa un linguaggio mafioso: patto di sangue.

Tempo 48 ore va tutto a puttane e ti lamenti di non essere stato capito.

Per chi si costruiscono le metropolitane

Per i costruttori, ovviamente.

E, ancor peggio, per liberare le città dagli autobus che danno fastidio alle auto.

Già tutto detto e scritto, ma ora abbiamo le prove.

Le prove

Facciamo finta che ogni auto trasporti in media 1,6 persone, anche se in verità ne trasporta sicuramente di meno. Avere 3,7 milioni di spostamenti in auto in meno all’anno, che sono poi la miseria di 10 mila in meno al giorno, vorrebbe dire quasi 6 milioni di viaggiatori che vanno non più in auto ma in metrò. Sugli 86 milioni previsti per la M4.

Ripeti con me: le metropolitane servono a chi le costruisce e a eliminare gli autobus dalle strade perché vi possano scorazzare meglio e più veloci (sic) le auto. Fino a quando la situazione tornerà esattamente quella di prima, che nessun ampliamento di autostrada, terza, quarta o quindicesima corsia, ha mai risolto nessun problema.

Assalto alla democrazia

Quello di ieri a Washington è stato un assalto alla democrazia, ha detto Biden.

(o Joe, come lo chiama Matthew)

Non sono molto d’accordo.

L’assalto alla democrazia c’è stato quando fra il novembre del ’63 e il giugno del ’68 hanno ammazzato il presidente Kennedy, Malcolm X, Martin Luther King e Robert Kennedy.

L’assalto alla democrazia si consuma da 40 anni, da quando Reagan ha fatto credere agli Stati Uniti che la società non esiste ed è tutto e solo scambio economico.

Quella di ieri è stata una sceneggiata da repubblica delle banane, se non altro perché in un paese normale avrebbero schierato un numero sufficiente di poliziotti per impedirla.