4 domande per Beppe Sala

Ho quattro domande per Beppe Sala e solo per Beppe Sala, perché è Beppe Sala che ha amministrato la città gli ultimi 5 anni, e l’altro io non lo considero neppure un candidato.

1. Obiettivo 2 milioni di abitanti?

Una dozzina di anni fa circa, la ‘destra’ che governava Milano ammise, anzi proclamò con orgoglio, che il loro obiettivo era di fare crescere la popolazione di Milano da 1 milione e 350 mila abitanti circa a 2 milioni entro i limiti del Comune.

La ‘sinistra’ insorse. È uno scandalo. E l’ambiente? L’inquinamento?

Io oggi vedo gru ovunque. Avete quindi lo stesso obiettivo della destra?

2. Il 20% di spostamenti in bici

Lei 5 anni fa mise la ciclabilità addirittura come primissimo punto del suo programma e promise, a pagina 25, che Milano sarebbe passata da un 6% di spostamenti in bici al 20%.

Le ultime stime disponobili, per il 2019, parlano del 6,8%, e per di più in discesa.

Ci può raccontare perché non siamo neppure vicini all’obiettivo?

3. La città dei 15 minuti

Questo giro ha cambiato promessa e slogan. Perché? Adesso promette quello che ha promesso Anne Hidalgo a Parigi, ovvero la città dei 15 minuti.

Non è un controsenso, in una città in cui si continua a favorire la grande distribuzione mentre i negozi chiudono e vengono sostituiti da appartamenti o da showroom?

4. Le auto elettriche

A Milano abbiamo un numero pazzesco di auto parcheggiate in modo irregolare, sui marciapiedi, in curva, in mezzo alla strada, fra gli alberi dei controviali etc.

Qualcuno parla di 100 mila auto. Qualcuno dice addirittura 200 mila.

So che lei è un grande fan delle auto elettriche.

Quando saranno tutte elettriche, secondo lei il problema sarà risolto?

Legitimate interest

Legitimate interest una sega. Chi definisce cosa è legittimo?

Ed è legale nell’Unione Europea una porcata di questo tipo?

Tra l’altro, trovata su un editore serio davvero, la BBC.

La prossima stronzata

Già forse tre o quattro anni fa un amico e lettore di questo blog, uno che capisce bene dove tira il vento, mi disse: se vuoi cambiare devi buttarti sulla realtà aumentata.

E io, basito: cioè vuoi dire che sarà la nuova frontiera per i markettari senza cervello?

Oggi ne ho avuto la conferma: è la prossima stronzata.

Su Linked ho appena visto una posizione per Head of Metaverse.

Metaverse/AR/VR. Fatemi scendere, e di corsa, per favore.

E la cosa più strana è che era per un’azienda del settore lusso.

Mentre il metaverse per me è uno dei tanti modi — Netflix, calcio, maria libera — di tenere buoni e rincoglioniti l’ex classe operaia. Altro che paradiso.

Il metaverse è una delle tante distopie che, temo, diventeranno realtà.

Ti lascio con un link: The Metaverse Has Always Been a Dystopian Idea.

I risultati della giunta Sala

Non sono in grado, ovviamente, di giudicare l’operato complessivo di Sala e della sua giunta. Però il programma con il quale Sala è stato eletto comprendeva 32 punti.

Il primo di questi aveva l’obiettivo di arrivare al 20% di spostamenti in città in bicicletta. Secondo l’ultimo rapporto disponibile, la percentuale nel 2019 era del 6,8%.

In qualunque città del mondo, un fallimento del genere renderebbe Sala assolutamente unfit to rule Milan. O ci piace fare il verso a The Economist solo con Berlusconi?

Se l’Italia fosse una democrazia, i giornali chiederebbero a Sala di spiegare perché non ha raggiunto il primo — e più importante; o più modaiolo? — obiettivo che si era dato.

La città dei 15 minuti

Visto che l’Italia è quello che è, i giornali dopo aver bevuto le balle di Sala lo scorso giro cercano di farci bere la sua nuova balla, la città dei 15 minuti.

Bastano due dita di fronte per vedere che i negozi di quartiere chiudono e non torneranno più perché gli spazi diventano loft o case per massaggi o simili.

Mi pare evidente: il futuro di Milano è un posto dove si andrà tutti al supermercato in auto — magari elettrica, fra 20 anni. Altro che città dei 15 minuti