Dizionario della nuova Niu Economi

Ecco il dizionario della nuova Niu Economi:

App: quelle icone colorate che clicchi sul telefono.

Cloud: il moderno refugium peccatorum.

Facebook: dove scrivono cazzate i tuoi amici.

Gamification: idea secondo la quale la vita è una raccolta a punti.

Instagram: il social network di chi avrebbe voluto fare il fotografo.

Monopoli: concentrazione di potere economico che una volta era vietata.

On demand: caporalato via app.

Privacy: scordatela.

Profitti: scordateli.

Pubblicità: quella roba fastidiosa che ti segue in giro per il web per settimane.

Sharing economy: i poveri affittano il poco che hanno ai ricchi.

Smart city: una roba che fa figo e regaliamo i dati dei cittadini alle grandi aziende.

Social network: una valida alternativa alla noiosa vita di ufficio (anche: social notwork)

Televisione: quella roba che guardi su Netflix con l’iPad.

Twitter: dove scrivono cazzate i VIP (di cui vorresti essere amico).

 

Vedi anche: L’ideologia di Internet: Dalla A di App alla Z di Zipcar

Pubblicità digitale

La pubblicità digitale non esiste. O è pubblicità o non lo è.

E quasi tutta la cosiddetta pubblicità digitale non lo è.

È direct marketing, e di basso livello, come sosteniamo da tempo.

Quell’aggettivo, digitale, non ci dice nulla della pubblicità in sé.

Non è come dire scarpe di cuoio, scarpe casual o scarpe da pallavolo.

Quel digitale non ci parla neppure del modo in cui viene prodotta.

Anche una pubblicità in bianco e nero su un giornale è oggi digitale.

E gli spot non vengono consegnati alle televisioni su dei nastri.

Quel digitale ci parla solo del metodo di somministrazione (delivery).

Ha senso parlare di pubblicità cartacea perché stampata su carta?

Paragonare i cartelloni 6×3 e la pubblicità su The Economist?

La pubblicità patinata su una rivista di moda e il volantinaggio?

Certo, sono tutte azioni fatte su supporto cartaceo. E allora?

Venti anni fa quell’aggettivo, digitale, faceva sorridere.

Venti anni fa nessuno la voleva, la cosiddetta pubblicità digitale.

Oggi è di moda, e le affissioni esterne sono vendute per digitali.

C’è un solo problema: sarà anche digitale, ma non è più pubblicità.

Se un messaggio lo mostro solo a pochi, è direct marketing.

A me mostrano un messaggio e a te ne mostreranno un altro.

Quel modo di delivery è proprio ciò che fa sì che non sia più pubblicità.

Vedi anche: Cosa vuol dire digitale

Freedom

Ogni volta che penso alla parola freedom — per non dire nulla del fatto che quel fenomeno di Veltroni abbia voluto ribattezzare il partito di Primo Greganti Partito Democratico — penso alla libertà di sterminare un intero popolo; a tre secoli di schiavitù; allo sfruttamento sistematico dei poveri; alla distruzione dell’ambiente; alla trasformazione di un intero Paese in un enorme centro commerciale. E, buon ultimo, al fatto che nessun Paese al mondo abbia un numero neppure paragonabile di persone senza freedom, in carcere.

Quasi l’1% della popolazione. Ben più che in Cina, Iran o Arabia Saudita.

Penso sempre a George Carlin. Oggi mi viene in aiuto Naked Capitalism.

AR is the new QR

Per dirla in modo semplice: il marketing è una malattia mentale.

Tipo quelli che credono agli angeli, o cose simili.

I markettari di oggi credono che ci interessi il loro beato brand.

Invece, del loro beato brand non ce ne fotte una beata minchia.

Scarica la nostra app, poi inquadra il nostro logo e… Miracolo!

Entri in una nuova dimensione, con la realtà aumentata dei biscotti.

Ma ci sono anche foto di donnine nude? No, solo il lievito madre.

Questi rincoglioniti non si rendono conto che The Internet is for porn?

E che è solo a loro che interessa la realtà aumentata dei biscotti.