Sinistra milanese

La lotta sui temi importanti fra i candidati della sinistra milanese è avvincente.

Sala: sono a favore dei matrimoni gay.

Anche io, e anche senza essere di sinistra Ah, già che non lo è neanche lui: lavorava per la Moratti. In ogni caso, non mi pare che un sindaco possa fare molto, su questo tema.

Sala (2): Eh, ma sono di sinistra davvero: se vinco, una donna vicesindaco!

Ma in che anno siamo? Santo cielo. Qualcuno per favore gli dica che abbiamo già avuto una donna sindaco, e che ci sono due donne candidate sindaco.

Majorino: io sono più di sinistra di lui: se vinco, un omosessuale assessore!

Pensa che roba: verranno da tutta Europa per vederlo! Parigi (Delanoë) e Berlino (Wowereit) hanno avuto sindaci gay, e tu tutto sto casino per “concedere” un assessorato.

 

@Francesca Balzani: ti ringrazio per non averci promesso, almeno per ora,
un ciclista vegano musulmano come assessore. Per favore, continua così.

A Cosa Serve il Car Sharing?

Il Car Sharing, ci raccontano, serve a far dismettere un certo numero di seconde auto. E, idealmente, anche un po’ di prime auto, che con 700 mila auto su 1,35 milioni di abitanti, e 100 mila auto parcheggiate sui marciapiedi, secondo me abbiamo bisogno di eliminare anche molte prime auto. Se posso prendere un’auto e pagarla al minuto quando mi serve e anche “Entrare in centro”, forse riusciremo a diminuire il numero di auto in città.

Bene. Ma quante auto private possiamo pensare di riuscire a eliminare?

Dieci per ogni auto del Car Sharing, ci dicono alcuni studi. Quindi, se vogliamo dimezzare il numero di auto dei milanesi, dobbiamo avere a disposizione ben 35 mila auto del Car Sharing. Per il momento siamo sì e no a quota 2 mila. Siamo ottimisti: è un inizio.

Come funziona il Car Sharing

A Milano, gli operatori di car sharing pagano al Comune 1.100 Euro all’anno per auto, comprensivo del diritto a entrare in Area C e del diritto di parcheggio su strisce blu e gialle [fonte]. Considerato che la sola entrata in Area C costa 5 Euro al giorno, mi pare che il Comune abbia fatto loro un ottimo prezzo. Non a caso, ci stanno provando in tanti.

Come viene usato il Car Sharing

Il car sharing viene in larga parte usato per andare in centro e tornare verso casa. Quei 1.100 Euro che il Comune ha chiesto agli operatori sono in effetti un sussidio, un notevole sconto sul totale di ticket Area C più il costo dei parcheggi. Un sussidio per aggirare un precedente e meno popolare provvedimento di questa stessa giunta: Area C.

Cosa fare?

Io eliminerei quei 1.100 Euro che il Comune chiede agi operatori per ogni auto — e che sono solo lo 0,05% del budget annuale del Comune — ma farei pagare ogni singola entrata in Area C. Oggi il car sharing è una cosa trendy per andare a fare l’ape nel posto giusto e spendere di meno che con la propria auto. Bene, ma: risponde a un criterio sociale?

Per me il Car Sharing dovrebbe servire non tanto per entrare in centro ma per mettere una “pezza” dove e quando il servizio pubblico ha delle carenze, tipo in periferia.

Un’idea diversa di car sharing

Il car sharing potrebbe servire per il famoso “ultimo km”: ci sono già tentativi in questo senso, ad esempio a Dallas. O per la notte fonda, o quando i mezzi sono in ritardo.

Cosa potrebbe fare il Comune per orientare il servizio verso obiettivi più utili per la città?

Potrebbe obbligare gli operatori a dare una tariffa più bassa a chi ha un abbonamento ATM (o BikeMi), perché si presuppone che costoro useranno le auto in comune solo per una tratta, per poi prendere i mezzi. Potrebbe obbligare gli operatori a delle Open API per la prenotazione delle auto, in modo da facilitare il lavoro di chi vuole creare app* per il trasporto multi-modale. Potrebbe inserire le auto del car sharing nella app di ATM stessa.

E’ ovvio: deve poter essere profittevole per gli operatori. Ma anche più utile per Milano.

Se fossi un giornalista di sinistra

Disclaimer: non sono né un giornalista, né di sinistra.

Ma se fossi un giornalista di sinistra e mi trovassi di fronte a un Paese o a una parte di Paese contraria alle adozioni di bambini da parte di coppie gay, penso che farei così: andrei a cercare un Paese simile all’Italia in cui tali adozioni sono legali da un po’ di anni, tipo la Spagna; cercherei di scoprire quale percentuale di adottanti sono coppie gay (immagino fra l’1% e il 5%, non il 50%); cercherei di far capire che anche le coppie gay devono passare da tutti i controlli dai quali passano le coppie etero che adottano (mentre per chi non adotta e il bimbo lo fa in casa, basta non usare il goldone); cercherei, perché è giusto farlo, eventuali prove, o mancanza di prove, del fatto che i bambini adottati da coppie gay hanno problemi che gli altri non hanno; infine, e soprattutto, ricorderei agli scettici che i bambini adottati non vengono di solito prelevati da famiglie tipo Mulino Bianco col papà di successo e la mamma 25 enne e bellissima e con 3 figli di cui uno di 12 anni (…) ma, più spesso, da orfanotrofi (dove magari vengono inculati dai preti).

Però non ho mai visto fare un articolo così da nessuno.

Eppure non mi sembra che manchino giornalisti di sinistra, in Italia…

Passata la festa

Passata la festa, gabbato lo santo. Oggi a Milano di nuovo tutti in auto. In viale Monza, tutti in coda in auto, giusto per non perdere l’insana abitudine. E tu come fai a saperlo?

Ero in auto anche io, con Share’NGo.

Due considerazioni:

1) La M4 e Milano

Viale Monza una volta era tutto alberato. Poi altri sindaci di sinistra, Ferrari e/o Cassinis, entrambi del PSDI, fecero abbattere gli alberi — è un vizio che hanno, questi di sinistra — per costruire la metropolitana (ai tempi le si facevano a cielo aperto).

Risultato? Meno traffico? No, più traffico. Via i tram, via gli alberi, via gli autobus, via i rompicoglioni plebei a piedi o in bici e tutto il viale — e fosse solo il viale: anche metà dei marciapiedi! — in mano alle automobili. Ah, quando si dice il progresso!

Maran e Pisapia: ci raccontate per favore cosa avete intenzione di fare per le due direttrici principali della M4, da viale Argonne verso il centro e in via Lorenteggio? Anche qui liberiamo il campo per le auto, come è stato fatto in viale Monza? Oppure, visto che sotto terra ci sarà una nuova, costosa, funzionale e scintillante metropolitana, sopra restituiamo la città ai cittadini e restringiamo lo spazio per le auto da 2 a 1 sola carreggiata?

Patrizia Bedori (M5S): io sarei dell’idea di votarti. Ma tu cosa avresti intenzione di fare?

2) Ma sto car sharing…

A dicembre ho usato molto Share’NGo: 22 corse in totale, 243 minuti. Come mai? Perché era quasi gratis (mi è costato solo 10 Euro di attivazione, fino al 31 dicembre).

Cosa ha sostituito, nel mio caso, Share’NGo? L’auto privata? No, che quella l’ho venduta 6 mesi fa. Ha sostituito la bici. Non tanto per il freddo, quanto per l’inquinamento.

Non solo: 22 corse per un totale di 243 minuti, con l’abbonamento da 10 centesimi al minuto (100 minuti a 10 Euro), costano 24,30 Euro. Con ATM, 22 biglietti costano 33 Euro.

Capisco che La Sharing Economy è di moda, ma forse bisognerebbe leggere anche qualche voce critica. E forse bisognerebbe ammettere che, così come è, il car sharing non sta funzionando. Sì, car2go Italia fa utili dopo solo 2 anni. Sono contento per loro, ma questa cosa dovrebbe funzionare anche per Milano, non solo per loro. E se spingerà le persone ad andare in auto invece che in bici o coi mezzi, è un altro disastro.

Ma d’altronde questa non è una giunta di sinistra. E’ una giunta di ideologia di sinistra: “Milano città europea”; Milano “capitale dello sharing”. Ste bimbominkiate qui.