The true value of a Facebook Fan

The horse-shit you read about Social Media Marketing and the true value of a Facebook Fan can come from any place these days, not just from Silicon Valley. Here’s proof: a nice “study” coming from an Advertising Agency in Zagreb, Croatia.

So, here’s how it goes: they took 8 brands which had Facebook Pages — and I don’t even want to think that they may have chosen them to make their study look better. Let’s say they did not take out any brand page that had poor numbers. They calculated the average number of impressions per status and then divided that number by the number of fans each company had. This was, in their opinion, the “number of impressions per fan”, even though, to their credit, they were the first to point out that it was very possible that part of these impressions were viewed by people coming from either Facebook or search engines who were not “fans” of those brands. There is no mention in the study of the average number of posts these brands made on their Facebook Pages; however, they are very happy to think that if those brands made a post every single day, Christmas included, their fans would be ecstatic – I mean, who wouldn’t want to read a post a day from their favourite brand of beer? (and cookies, breakfast cereal, toothpaste, home appliances, toilet paper etc). Multiply that by 5 years (seems legit: read a post a day from your favourite beer for 5 years) during which, of course, Facebook would never change its rules like it does every other month, and you get 2,646 impressions per fan. If those impressions were bought at $ 10 CPM like they were banner ads (banner ads on average sell for $ 10 CPM in Croatia? Really??), then there you have it: every fan on Facebook is worth $ 26.46. Yeah!

Grillo vs Giovanilisti

Sai perché Grillo non piace alla gente che ha l’età di Grillo?

Perché in Italia la gente che ha l’età di Grillo, di “sinistra” come di “destra”, è tutta uguale.

E’ gente “giovanilista”.
E’ gente che pensa di essere alla moda con le hogan.
E’ gente che pensa che il web sia un giochino.
E’ gente che, riferendosi ai figli di 30+ anni, dice “sono ragazzi”.
E’ gente che dice, ah, la sanità pubblica cade a pezzi?
Ma noi ci paghiamo quella privata.
E’ gente che ha avuto il “posto fisso”.
E’ gente che non ha mai avuto una partita iva e se ne fotte di chi ce l’ha.

Grillo, invece, pur avendo più soldi del 99% dei minchioni di cui sopra, e pur potendo mandare i suoi figli in qualunque università del mondo o, nel caso, in qualunque ospedale del mondo, è uno che ha guardato alla situazione dei suoi figli con partita iva, e che si è incazzato a vedere i casini, le gabelle, la mancanza totale di prospettive.

E si è incazzato tanto. Non so se ce la farà e sto cercando di distanziarmi il più possibile dall’Italia per stare meglio. Ma pur con gli errori che ha fatto e che farà, ho grande, grandissimo rispetto per Grillo. E nessun rispetto per tutti gli altri.

Social Media Marketing: obiettivi?

Social Media Marketing: obiettivi? Sto sempre pensando ai famosi casi di successo — o più probabilmente, mi par di capire, mancanza degli stessi — del cosiddetto Social Media Marketing, termine col quale intendo la produzione in serie di contenuti, di norma in outsourcing, per strapazzare la concorrenza e far sembrare la tua azienda paludata nuova, cool, hip e sa il cielo cos’altro sui social network.

Facciamo due casi, per semplificare: se il budget è grandicello, tipo Pepsi (che ha speso 20 milioni di dollari, se ricordo bene), che obiettivi mi devo dare? Direi: aumento di quota di mercato o profitti. Il resto lo si vede solo nei radar appositi creati dai social network per vedere ciò che non si vede. Pepsi ha fallito alla grande. C’è qualcuno che invece ha ottenuto dei grandi successi con budget di un certo rilievo?

Se invece il budget è piccolo, gli obiettivi dovranno essere più limitati. Ma qualcosa di interessante deve pur succedere, se no tanto valeva non fare nulla (che è la mia tesi, tanto per essere chiari). Prendiamo una marca di automobili: vogliono aumentare il numero di persone che chiede info sull’auto? Che scarica una brochure? Che va dalle concessionarie? Aumentare il numero di search su Google per i loro modelli?

Fare x impression, oppure y like, o “un buon sentiment” (per di più, su un sottogruppo che non è rappresentativo dell’universo tutto) invece per me non sono obiettivi. Ben che vada, sono degli obiettivi intermedi, strumentali. Hai fatto x impression e ti sono costate di meno di quello che ti sarebbero costate comprando pubblicità? Va bene. Ma la domanda è: quanto hanno reso rispetto alle impression comprate in pubblicità?

Herbert Hoover on radio

It is inconceivable that we should allow so great a possibility for service to be drowned in advertising chatter

– Herbert Hoover on radio, 1922