Sei mesi in frasi brevi

Touchdown. Pioggia. Gràcia. Le Piazzette: Diamant. Documenti: ma ve ne state andando tutti? Gemma. La Barcelona-bene. Bici. Ma no Bicing. Perché no? Virreina. Rovira. Dones del Trenta-sis. D’en Joanic. L4. Ducksboard. Barcelona Activa. Sole e vento. Pasqua. Barceloneta. Inglesi che fanno il bagno. Parc Güell. Un’oasi di macchia mediterranea nel mezzo della città. Presto a pagamento. Casa Ametller. Iogurt de llimona. La panettiera del SantaGloria. Da Moritz. Al Tibidabo in Brompton. Nuovo ufficio. Café y bocadillo de iberico. Sant Jordi. Meraviglia, libri e rose. Pa e Antonella. Acqua. Eike, startupparo a Kiev. Starbucks, dio santo. Girona. Obrint Pas. La Pubilla con Javi. Almeno dieci foto su Instagram. Dei piatti. Andrea. CatBar. La Cursa de la Diagonal. Bill Clinton. I massaggi cinesi. Moda? Business as usual. Ops, it’s over. But it’s June! Martina. Terrazze degli hotel. Musica. Design Week. Smart Design. Am I on to something? Olivier. Le case rivolte a sud. Greenhouse effect. Fuck! Biblioteche: Camèlies. Lesseps. Ma meglio Camèlies. Crisi. Fora tanques de Plaça de Lesseps. Caldo, eh. Café con hielo. Michele e Valeria. Maria che ride, ma il pulpo a la gallega è ottimo! Giovanni. Agosto: da Que calor! a What am I doing here? Emanuela. Parliamo di futuro? Deserto a Vic. CNAB, o cose che avrei dovuto scoprire prima. Festa Major de Gràcia. Bebida de ginger da Thiossan. Spagnolo? No, Bulgaria. Matarò. Sant Pol. Onze de setembre. Più carico lo scorso anno, però. Moving out. Guido e Carmen. Fabio e Alex al Born. Time to move on.

Entra in centro

Da Ecopass “rebrandizzato” Area C (ma non esteso come volevano i milanesi coi referendum) perché “è una congestion charge” (usare l’italiano fa brutto) a “Entra in centro”. #pisapiafail

Perché le Smart, evidentemente, sono come le moto, non fanno congestione.

O forse perché non sanno cosa stanno facendo. Perché per convincere i milanesi
a mollare l’auto di proprietà (o la seconda) non bastano certo 400 Smart…

Ma quale “relazione” ???

Leggo, fra altre amenità, che sarebbe…

…tempo di superare la fase dell’uso tattico dei social media, smettere di accumulare fan e follower senza costruire relazioni.

Ma che “relazioni” dovrebbero costruire? Le stesse che vengono “gestite” dai cosiddetti CRM? Alzi la mano chi vuole una “relazione” con il Burro Prealpi. O con Audi. O British Airways. O Samsung.

Diamoci una svegliata: i “consumatori” non vogliono nessuna “relazione” – e nessuna “conversazione” – con il 99 per cento delle aziende, e tanto meno coi “community manager in outsourcing” delle agenzie pr/comunicazione a cui queste aziende si affidano. La sola “relazione” che vuole il cliente finale è: mi fai un ottimo prodotto a un buon prezzo, magari mi fai uno sconto, e se ho un problema me lo aggiusti e siamo d’accordo che ho sempre ragione io. O sono io che sono poco “romantico”?

Omnicom-Publicis

I don’t get it. Are these people really so clueless to think they can compete on data with Google or Facebook? Google knows what you search, who you email (thanks to GMail), which sites you browse (thanks to Chrome) and where you are at all times (thanks to Android). On top of this, they own Doubleclick, which serves a significant share of the world’s banner ads. Do Omnicom or Publicis own something similar to Doubleclick? Not that I know. So, can anybody tell me what kind of “Big Data” (first paragraph, page 2) they are talking about? They buy campaigns from Google and then what? And then they think they can “analyse” the data better? Online ads don’t work. That’s why you need all that data and all that number-crunching power. Omnicom and Publicis have neither. Weren’t they supposed to be strong on strategy and ideas and creativity? Have they given up on all that? So now they want to beat Google at its game? Sounds like the perfect suicide to me.