Tre considerazioni sul Family Day

Vorrei fare tre considerazioni sul Family Day:

1. Solo questi fenomeni avrebbero potuto far sembrare Renzi e la sua modesta proposta di legge di sinistra. Non è che hanno messo in piedi tutto sto casino per aiutare Renzi a riprendere consensi presso chi si considera di sinistra? (e vota un democristiano)

2. Da parte di tanti amici e contatti di sinistra ho visto un totale misconoscimento delle ragioni, o supposte tali, di chi al Family Day è andato. Il che è sia indice di fascismo rosso, sia di scarsa intelligenza, visto che l’avversario c’è e non è ancora stato sconfitto.

3. Ancora più ridicoli quelli che dicono che la storia è dalla loro parte. Alla storia non frega un cazzo di niente, e la storia non ha direzioni univoche, e non “finisce” mai. Piuttosto: arriveranno prima i matrimoni gay in Italia, oppure verranno prima “momentaneamente sospesi” in Svezia per non offendere e dare noia agli immigrati con la barba?

Il problema dell’Italia

Il problema dell’Italia non è, come ci è stato raccontato per decenni, che dobbiamo far diventare il settore pubblico come il settore privato. E’ esattamente il contrario.

Il problema dell’Italia è che abbiamo politici – ed ex-politici ormai impresentabili e trombati ma ancora in grado di manovrare pacchetti di voti – che vengono messi ad amministrare il pubblico e vorrebbero farlo crescere, all’infinito, come se fosse un’azienda.

Mentre la logica del pubblico non può e non deve essere di crescere del 2% ogni anno per distribuire più “posti di lavoro” agli amici ma di offrire gli stessi servizi ai cittadini spendendo ogni anno il 2% di soldi in meno! Come fanno in Svezia, per dire.

Fascismo

Fascismo oggi può voler dire solo due cose:

1) Occupazione sistematica dei mass media, e narrazione orribilmente di parte dei fatti. Ovvero, quello che succede in Italia dal 1922 circa, mese di ottobre. Va notato che le cose sono forse fin peggiorate con la Repubblica dei partiti, a partire dagli anni ’70 circa, e peggiorate ulteriormente col PD di Renzi, visto che nessuno pare ergersi contro chi è al potere adesso (dove sono finiti i Moretti, Benigni, i girotondisti etc?).

2) Concezione centralista dello Stato e del potere, basati su una Sacra Costituzione fondante che sembra discendere dai cieli come le Tavole di Mosé e che sarebbe la base su cui si fonda la Nazione, ovviamente “unica e indivisibile”. In questo senso, sono “fascisti” non solo il PP ma anche il PSOE (e ovviamente C’s) in Spagna. Sicuramente il FN, ma forse anche PS e UMP in Francia. E tutti i partiti in Italia, PD incluso.

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E’ curioso che coloro che più di tutti si riempiono la bocca della parola ‘fascismo’, di solito più che altro per dare addosso a chi la pensa diversamente da loro, rientrino in pieno in entrambe le sopra citate definizioni di ‘fascismo’. Parola che per il resto, come scrisse Orwell nella seconda metà degli anni ’40, vuol ormai dire poco:

Many political words are similarly abused. The word ‘Fascism’ has now no meaning except in so far as it signifies ‘something not desirable’.

From: Politics and the English Language, in: Why I Write, page 109.

Il Ministro del Welfare

La scuola italiana può essere spiegata così: invece di insegnarti le 4 figure retoriche più importanti e come le si usano, te ne danno una lista di 30, buone parte delle quali hai difficoltà anche solo a pronunciare. Anni dopo, ti ricordi vagamente che le figure retoriche erano una lunga lista di nomi strani, la sineddoche, quelle robe lì.

Perché lo scopo della scuola italiana, esattamente come lo scopo del giornalismo in Italia, e della società tutta in Italia, non è di insegnare e aiutare a capire il mondo ma, al contrario, di farti pensare che imparare non abbia senso e sia una perdita di tempo, o di farti sentire inadeguato. E che ci pensino gli altri, alle cose importanti.

Così, non è per nulla casuale che lo stesso sistema di potere apostrofi di provincialismo i dialetti oppure chi, come francesi o spagnoli, tende a tradurre tutto nella propria lingua in modo che i propri cittadini possano capire le cose. Cosa ne può sapere mia nonna o tuo zio di cosa dovrebbe fare esattamente il Ministro del Welfare?

Meglio, se non lo capiscono. Che ci pensiamo noi. Noi che abbiamo la conoscenza. Il potere, più che altro. Che se il più grande economista arrivato al governo negli ultimi decenni era uno che ha detto che “Con l’Euro guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più, ma lavorando un giorno in meno”, di conoscenza ce ne deve essere poca.