Se fossi un giornalista di sinistra

Disclaimer: non sono né un giornalista, né di sinistra.

Ma se fossi un giornalista di sinistra e mi trovassi di fronte a un Paese o a una parte di Paese contraria alle adozioni di bambini da parte di coppie gay, penso che farei così: andrei a cercare un Paese simile all’Italia in cui tali adozioni sono legali da un po’ di anni, tipo la Spagna; cercherei di scoprire quale percentuale di adottanti sono coppie gay (immagino fra l’1% e il 5%, non il 50%); cercherei di far capire che anche le coppie gay devono passare da tutti i controlli dai quali passano le coppie etero che adottano (mentre per chi non adotta e il bimbo lo fa in casa, basta non usare il goldone); cercherei, perché è giusto farlo, eventuali prove, o mancanza di prove, del fatto che i bambini adottati da coppie gay hanno problemi che gli altri non hanno; infine, e soprattutto, ricorderei agli scettici che i bambini adottati non vengono di solito prelevati da famiglie tipo Mulino Bianco col papà di successo e la mamma 25 enne e bellissima e con 3 figli di cui uno di 12 anni (…) ma, più spesso, da orfanotrofi (dove magari vengono inculati dai preti).

Però non ho mai visto fare un articolo così da nessuno.

Eppure non mi sembra che manchino giornalisti di sinistra, in Italia…

Sinistra Italiana

Sinistra Italiana: un nuovo partito di sinistra “che può puntare al 15%”. Fra coloro che vestono le Clark e i pantaloni di velluto anche al mese di luglio.

Poi quando fallirà o farà l’ennesima alleanza elettorale col PD, qualcuno dirà che lui l’aveva detto, che era chiaro che “non era vera sinistra”. Perché la vera sinistra è sempre altrove, meglio se in un Paese di cui sappiamo poco, oppure un’altra.

Una volta era il comunismo in cui sarebbero scorsi latte e miele per strada a essere rimandato per sempre, come il cristiano “regno dei giusti” che hanno preso a modello. Oggi è addirittura il “partito della sinistra” che è difficile da raggiungere.

Accoglierli tutti

Un secolo fa, gli USA avevano 100 milioni di abitanti.
Con un territorio grande circa 32 volte quello italiano.

E un’economia in fortissima espansione, e che aveva
un forte bisogno di braccia, più che di teste.

Nel 2000, l’Africa aveva circa 1 miliardo di abitanti.
Nel 2050 saranno 2 miliardi. Nel 2100, 4 miliardi.

(ce la puoi fare: vedi dal minuto 26’20” al minuto 27’40”).

Ma dobbiamo accoglierli tutti perché un secolo fa eravamo
poveri e altrove avevano bisogno di manodopera da sfruttare.

Non fa una piega.

Spacciatori di debito

E’ difficile farsi un’idea di qualcosa che non capisci a fondo, o che magari capisci proprio poco. Al tempo stesso, a volte non capire bene le cose ti permette di vederle meglio, o almeno da una certa distanza. L’idea che mi sono fatto della Grecia è di un Paese in cui, come in tanti altri, compresa ovviamente l’Italia, i politici hanno speso per anni, per mantenere una impossibile e fittizia pace sociale o per farsi votare oppure proprio rubato più di quanto incassavano con le tasse. Non tutti i Paesi hanno fatto così, questo è vero.

Poi però è successo qualcosa di assurdo: questo Paese con una economia debole e una corruzione alta è entrato nell’Euro, e gli incauti prestatori, che in questo caso sono banche soprattutto francesi e tedesche (ma anche olandesi, inglesi e italiane) che compravano titoli di Stato greci hanno deciso di allargare ulteriormente il cordone della borsa, che tanto il debito greco ormai era sicuro e garantito perché la Grecia era entrata nell’Euro, e comprato, i geni, titoli di Stato greci agli stessi tassi di interesse di quelli tedeschi.

Nessuno, questo è vero, ha obbligato i politici greci a prendere questi soldi. E parimenti probabilmente sono stati ben pochi i cittadini greci a lamentarsi del fatto che, per un po’ di anni, le condizioni di vita fossero migliorate senza che nessuno capisse bene perché. Non ho esperienza personale, ma in molti dicono che è la stessa sensazione che si ha i primi tempi quando si iniziano ad assumere droghe. E penso sia questo il paragone giusto: nel momento in cui la Grecia non serviva più, hanno tagliato male la roba e l’hanno fatta fuori.

Troppo facile dare la colpa solo a chi compra droga: chi la vende, cioè le banche francesi e tedesche in primis, ha altrettante responsabilità. Sia per il fatto di aver concesso troppi crediti comprando debito greco, sia per aver deciso di rivolere indietro l’ombrello che avevano prestato alla Grecia esattamente nel momento in cui ha iniziato a piovere.

Spacciatori di debito senza rischi, perché sono riusciti a scaricare le perdite che sarebbero derivate dai loro assurdi investimenti privati sull’Unione Europea, e convinto i cittadini di Germania, Francia o Olanda che è tutta colpa dei greci fannulloni (al limite, colpa dei greci che si sono lasciati comprare da politici ladri e incapaci, come in Italia).

E spacciatori di debito senza nessunissima etica, che invece di cercare di investire i propri soldi in maniera etica, hanno usato il tossicodipendente fino a quando serviva, e quando non serviva più o li metteva a rischio, hanno deciso ti tagliare male la roba e di portarlo a una overdose pianificata. Questa è la crisi greca: una overdose criminale pianificata.