Una cazzata francese

Diciamolo: l’Euro è stato una cazzata francese. In cambio dell’ok alla riunificazione della Germania, hanno chiesto e ottenuto l’abbandono del Deutsche Mark a favore della famosa “moneta unica”. Un autogol clamoroso, un caso da manuale di 0 a 2 e palla al centro.

A peggiorare le cose, la Francia negli ultimi 10 anni almeno ha avuto solo politici scarsi. Basti pensare che l’attuale occupante dell’Eliseo è uno che aveva perso le primarie con la ex moglie, ora scomparsa dalla scena e che poi a sua volta ha perso con Sarkozy.

D’altronde, in Francia da un decennio l’unico scopo della lotta politica è di tenere in un angolo il FN. Il giorno in cui il FN vincerà, l’Europa sarà finita. Il vecchio asse Bonn-Parigi sarà definitivamente sostituito da quello nuovo, Berlino-Varsavia. Il Regno Unito, o forse disunito, uscirà dalla UE. I Paesi Nordici penseranno a una loro unione in aggiunta o forse addirittura in alternativa alla UE. Le Repubbliche Baltiche diventeranno un protettorato americano, una specie di Cuba al contrario, armata, liberista e forse col dollaro.

La Bulgaria e forse anche Ungheria e Slovacchia torneranno nell’orbita di Mosca. Un progetto monetario senza anima e alla fine proprio senza un progetto sarà finito.

Il business del secolo

Gli apologeti del “digitale” italiano mi fanno tanto sorridere. I soldi, soprattutto se non sei nella Valley, li si fanno come sempre: con gli schiavi.

Che arrivano sempre da dove furono prelevate con la forza milioni di persone per raccogliere il cotone negli USA o lo zucchero da canna in Brasile.

Dove, quando finalmente abolirono la schiavitù, i fazenderos pur di non pagare i neri invitarono là a raccogliere il caffé disperati italiani e portoghesi…

Secondo il famoso demografo Hans Rosling, in Africa nel 2000 c’erano 1 miliardo di persone; che saranno 2 miliardi nel 2050, e 4 miliardi nel 2100.

La “sinistra” (e anche la destra, e la chiesa, e chissà chi altro ancora) è seduta su un business che in confronto Google è una minchiata da due lire.

il Partito con la P maiuscola

La logica del Partito con la P maiuscola, intendendo per tale ovviamente l’unico vero erede – anche economico, o forse ormai solo economico – del fu PCI, è molto semplice: Tutti gli altri, compresi i fuoriusciti di sinistra, sono solo gente che andrebbe arsa viva. Però, e qui c’è un cambio di direzione totale, vanno tutti bene se, dopo aver detto peste e corna contro il Partito, sono disposti a portare acqua al mulino del Partito stesso: ad accordarsi elettoralmente con Esso (SEL), o se fossero disposti ad accontentarsi di qualche poltrona (M5S, ma così non è), o se sono disposti a farsi comprare per passare al Partito (i fuoriusciti del M5S), o disposti a trattare, o anche solo a far sembrare il Partito importante (Berlusconi), o a preservare lo status quo (pensa la Lega a braccetto con un Presidente della Repubblica di Napoli). Vanno TUTTI bene, purché facciano quello che il Partito vuole.

La bolla di Renzie

Non voglio neppure parlare della bolla di un partito passato dal 41% al 23% in un anno. L’unica vera domanda è: Renzi è intelligente a non lasciare dichiarazioni post-voto, o è sotto choc perché credeva di essere non più Spadino ma Fonzie per davvero?

E’ davvero un anno che crede alle sue stesse balle e alla Boschi che gli dice che è bello, intelligente, magro, amato da tutti e bravissimo con l’inglese? E, Matteo, sapessi quanto è stata felice la Merkel per il regalo della maglia della Fiorentina!