Berlinguer

Quando…

– chiami il partito Partito Democratico

– copi il logo di Forza Italia

– abbandoni la sede di via delle Botteghe Oscure

– eleggi Renzie come Segretario

– eleggi quel paninaro forzitaliota di Sala

– diventi il partito delle zone ZTL

– dichiari che un’allenza con Berlusconi è OK

poi non devi sorprenderti se qualcun altro prova a usare il nome di Berlinguer.

Attivismo digitale

Ci sono poche cose al mondo più inutili del cosiddetto attivismo digitale.

L’idea, insomma, che basti raccogliere firme su Change.org per cambiare il mondo.

Ti ricordi? Negli anni ’90 c’era il popolo dei fax.

Il popolo dei fax era anni luce avanti rispetto ai segaioli digitali.

Per due motivi.

Primo, perché per mandare un fax dovevi se non pagare — di solito lo si faceva dall’ufficio — almeno litigare con la macchinetta, bestemmiare e perdere un po’ di tempo.

E secondo, perchè i fottuti fax davano noia una volta che arrivavano al Quirinale o dove cazzo dovevano arrivare. Per delle ore intere, non si poteva usare il fax.

Chi protesta oggi lo fa da una UI cool, in un secondo e non dà fastidio a nessuno.

La quarta volta

È almeno la quarta volta in vent’anni che il PD e precedenti brand decide che, finita l’esperienza di un governo, è meglio tirare avanti fino a fine legislatura.

Ti diranno che questo atteggiamento è nello spirito della Costituzione. Quella stessa Costituzione, peraltro, che avrebbero voluto stravolgere con la cosiddetta riforma di Renzi.

Però poi bisogna anche guardare ai risultati, e forse farsi qualche domanda.

1998

Cade il primo governo Prodi. Si decide che D’Alema deve diventare il primo ex PCI a fare il Presidente del Consiglio. Risultato: Berlusconi stravince le elezioni politiche del 2001.

2011

Fra cene eleganti e spread, cade l’ultimo governo Berlusconi. Bersani decide di passare la patata bollente a Monti. Risultato: il M5S quasi vince le elezioni politiche del 2013.

2016

Vince il NO al referendum sulla Costituzione. Cade il governo Renzi. Si decide di fare un nuovo governo, con Gentiloni. Risultato: il M5S stravince le elezioni politiche del 2018.

2019

Un mojito di troppo, e cade il governo giallo-verde. Si fa un altrettanto improbabile governo giallo-rosso. Risultato: cade l’Umbria. Vedremo Toscana ed Emilia Romagna.

Fascismi veri e immaginari

Seguo la cosiddetta ‘politica’ dal 1990, quando l’arrivo sulla ribalta dello statista di Cassano Magnago rese i dibattiti politici se non più interessanti, almeno più coloriti.

In questi anni, il PD-e-precedenti-brand ha dato del fascista a chiunque abbia osato mettersi fra loro e il potere. Il che, considerato quanto sono scarsi, non era così difficile.

Prima Bossi, uno che invece di venerare il tricolore come i fascisti, ci si puliva il culo. Poi Berlusconi, uno per il quale lo Stato era solo uno strumento per poter fare soldi. Più di recente, Grillo, un comico. Un comico che era amico di Dario Fo e Sandro Pertini.

Forse ancora più interessante il caso della nuova Lega, dapprima rispettata da Napolitano ai tempi di Maroni e poi ignorata i primi tempi con Salvini. Fino a quando sono cresciuti, al punto di diventare un competitor e di venir chiamati fascisti. Non trovando di meglio da fare, il PD ha addirittura fatto un governo coi fascisti di prima, quelli del comico.