Freedom

Ogni volta che penso alla parola freedom — per non dire nulla del fatto che quel fenomeno di Veltroni abbia voluto ribattezzare il partito di Primo Greganti Partito Democratico — penso alla libertà di sterminare un intero popolo; a tre secoli di schiavitù; allo sfruttamento sistematico dei poveri; alla distruzione dell’ambiente; alla trasformazione di un intero Paese in un enorme centro commerciale. E, buon ultimo, al fatto che nessun Paese al mondo abbia un numero neppure paragonabile di persone senza freedom, in carcere.

Quasi l’1% della popolazione. Ben più che in Cina, Iran o Arabia Saudita.

Penso sempre a George Carlin. Oggi mi viene in aiuto Naked Capitalism.

È già stato scritto tutto

Il dramma è che è già stato scritto tutto.

Orwell ci ha spiegato il comunismo e la Stasi, ben prima di Google e Facebook.

Huxley ci ha spiegato che la vera dittatura da cui non riusciremo mai a renderci liberi è quella fondata sulla cose che ci anestetizzano e che ci danno un piacere effimero.

Calvino ci ha spiegato Instagram. Tolstoj ci ha spiegato Facebook.

Ray Bradbury ci ha raccontato degli AirPod.

Mildred stava sorvegliando il pane tostato arrivare nel suo piatto. Aveva le orecchie tamponate da api elettroniche che l’aiutavano col loro ronzio ad ammazzare il tempo.

— Ray Bradbury, Fahrenheit 451

Basta leggere.

Non è difficile. Basta non accendere la TV. Basta non avere un iPad.

Basta non voler riempire ogni attimo di nulla. O, peggio, di stronzate.

Paninari postumi

Non è solo quel bollito di Renzi a essere un paninaro postumo.

È proprio la cultura di tutti i figli del PSI, cioè Forza Italia e PD. Quelli della Milano città Europea. E Catania no? E Tirana? Quelli del Moncler come se fossimo nel 1986.

Un amico mi ha girato la newsletter del PD di Milano. Con bene in evidenza lo scailàin di Gae Aulenti e dintorni. Perché poche cose parlano della sinistra di oggi come i grattacieli, le grandi corporation e i boschi verticali dove le spese condominiali per un appartamento costano, al metro quadro, più di quello che si spende per l’affitto nel 95% della città.

Poi si chiedono come mai prendono voti solo in Zona 1. Forse per lo stesso motivo per il quale le boutique di via Montenapoleone sono frequentate da persone benestanti.

Partito Democratico

Curioso, non trovi, che gli ex comunisti e gli ex democristiani si siano voluti ispirare, dieci anni fa, a un partito di una nazione che era una ex democrazia da più di 40 anni.

Dallas, 22 novembre 1963: viene assassinato il Presidente, John F. Kennedy. New York, 21 febbraio 1965: viene assassinato Malcolm X. Memphis, 4 aprile 1968: viene assassinato Martin Luther King. Los Angeles, 6 giugno 1968: viene assassinato Robert Kennedy.

A che “democrazia” si appellano questi del cosiddetto Partito Democratico? A una democrazia nella quale “chiunque può diventare Presidente, tanto se poi non va bene lo ammazzano”, come scrisse non so più chi una trentina di anni fa sulla Smemoranda?