Libri sui Social Media

Fai un giro in libreria, e ti rendi conto di una cosa strana: mentre i libri su SEO, marketing o management sono di solito traduzioni di autori stranieri, sui libri sui Social Media siamo fortissimi. C’è addirittura Web Storytelling di Sassoon. Io Sassoon lo avrei dovuto avere come professore a Scienze Politiche a Milano per Sociologia della Comunicazione. Dopo mezz’ora di lezione, giuro che sono sgattaiolato via senza dare troppo nell’occhio.

Fai un giro sui Social Media, e ti rendi conto di una cosa ancora più strana: sbaglio o nessuno di questi libri sui Social Media e sul Social Media Marketing è stato promosso grazie ai Social Media? Fatemi capire bene: un vostro libro che parla di questi temi e che interessa a persone che come voi lavorano in questo campo non lo promuovete sui Social Media. Mentre per un marca di burro o per una linea aerea non c’è cosa migliore, vero?

Perculate

Scopro via un post di Stefano di Amplr che esiste una società che si chiama Perculate. No, non proprio Perculate. Percolate, con la “o” di Otranto. Ma non è che cambi poi così tanto.

Percolate avrebbe fatto risparmiare 10 milioni di dollari a Unilever sulla “creazione di contenuti per Facebook e altri Social Media”. Osti, ma quanto spende per ste cose Unilever?

E quanto rendono queste cose?

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Pubblicità su Instagram

Pensa che strano: stanno iniziando a vendere pubblicità su Instagram !

Per nulla strano, invece, che coloro che dieci anni fa si sarebbero strappati le vesti se avesse fatto una cosa del genere Flickr siano invece tranquillamente e placidamente a favore della novità. Aveva ragione Churchill: non essere progressista da giovane vuol dire essere senza cuore; non essere conservatore da più anziano vuol dire essere senza cervello.

Detto questo, non serve la sfera di cristallo per indovinare cosa succederà.

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A cosa serve Facebook

Ti sei mai chiesto a cosa serve Facebook? E a cosa serve Facebook alle aziende?

Ho appena dato un’occhiata a oltre 2700 post di questo blog per assegnarli a una categoria e fare un po’ di ordine. Ne ho buttati via oltre il 10%. Ecco a cosa serve — a cosa sarebbe servito — Facebook. Per le cazzate: per i post scritti al volo mentre guardi Ballarò o i Mondiali di calcio. Per roba troppo personale. Per gli sfoghi. Per cose estemporanee.

E Twitter? Beh, è ovvio: Twitter per le cazzate di max 140 caratteri. Nel mio caso: Facebook per cazzate più lunghette ma non troppo e in italiano, e Twitter per cazzate più brevi e in inglese. Qualunque cosa per la quale fosse valsa la pena di buttare via almeno 5 minuti per scriverla in modo decente avrei dovuto scriverla sul blog, e non su Facebook.

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