L’IKEA

Dio come sono di buon umore oggi. Dopo una settimana da incazzato, così, senza motivo. Se solo sapessi perchè, brevetterei quello che ho mangiato ieri sera e diventerei ricco. Sono così di buon umore che sono addirittura felice di essere andato all’IKEA – per la terza volta in una settimana. Sempre meglio che comprare pop-up, dirai. Devo arredare l’ufficio.

Odiavo l’IKEA. Non più. E’ pieno di roba incredibilmente brutta – design nordico, dicono. Ma anche di roba ragionevole e minimalista a prezzi ragionevoli e minimalisti. Inizia a piacermi, l’IKEA, forse anche per via di quelle ragazze svedesi lunghe lunghe vestite un po’ come delle contadinotte. Uè, Susana, vien ki ke te fu vedé stu bel divan che hu truà.

Ok, forse non sono svedesi, forse sono le tuse dell’ultimo contadino di Carugate, ma mi piace l’IKEA. Siamo a zero gradi ma si mangia salmone e aringhe fredde, così anche se stai mezz’ora in coda non si fredda nulla. Ne sanno una più del diavolo, sti svedesi.