“Coi soldi dei privati”

Lo si sente dire sempre più spesso: questa o quella importantissima, fondamentale opera pubblica, che sia una linea di metropolitana o un pezzo di autostrada poco importa, verrà realizzata “con il contributo dei privati”. E tu pensi: però, pensa che gentili, sti privati. Pensi anche, magari: ah, va beh, se poi non serve a nulla ci smenano i privati.

Poi, però, riaccendi il cervello.

Da un lato, ti ricordi che la più grande azienda privata del Paese ha ciucciato soldi pubblici per 100 anni, facendo disastri in serie, da Arese a Termini Imerese. Dall’altro, ti chiedi: ma chi saranno mai, questi privati? Tu conosci per caso qualcuno a cui hanno offerto di investire dei soldi, che so, in una autostrada o in un inceneritore? Io no.

E siamo sicuri che siano “i privati” a fare un favore allo Stato? Non è per caso possibile che sia l’esatto contrario? Perché lo Stato, o più spesso gli enti locali, promettono ai “privati”, cioè alle banche, che quella metropolitana la prenderanno x persone al giorno, e quell’autostrada avrà un certo tal traffico. Sono investimenti sicuri, per i privati.

E se devo garantire che un numero x di persone prenderanno quella metropolitana, è possibile che io non voglia aiutare chi vuole andare a lavorare in bici? Se il mio meraviglioso inceneritore deve bruciare a pieno ritmo, è possibile che mi interessi poco o nulla diffondere una cultura della raccolta differenziata?

Quelli che comandano stanno svendendo il futuro a chi non sa che proporre “crescita” – del PIL, del cemento e dell’inquinamento – neanche fossimo negli anni ’50, e sabotando sul nascere qualunque possibilità di un mondo diverso, con ritmi diversi, un rapporto con l’ambiente e il territorio diversi. Tutto in nome del PIL, affari e tangenti.

Obiettivi

Qualcuno di voi ha capito quali sono gli obiettivi che la Giunta Pisapia
vuole raggiungere entro il 2016 riguardo al traffico? Che so, qualcosa tipo:

– dimezzare il numero di auto private dei milanesi
– centuplicare il numero di auto del car sharing
– triplicare il numero di coloro che usano la bici per spostarsi
– diminuire di un terzo le auto che entrano in città tutti i giorni

O dici che non ci sono obiettivi dichiarati, e si naviga a vista?

La verità

Un Paese rimasto congelato si è svegliato, e ha deciso, dopo 20 anni in cui ci si era schierati metà da una parte e metà dall’altra, di riprendere la lotta contro il sistema partitocratico che soffoca il Paese. E’ solo un piccolo passo, ma è nella direzione giusta.

#salvaiciclisti, il Gay Pride delle bici

Ho avuto una specie di epifania: sta a vedere che siamo alle solite, alla sinistra tafazzi che preferisce contarsi e dirsi quanto sono bravi e buoni e alternativi e à la page che provare a vincere e cambiare le città e la società; all’avanguardia del proletariato a cui non interessa nulla del proletariato, del peloton, del gruppo, attardato, più indietro, e di cui fanno parte non solo i cosiddetti ciclisti, come se avere una bici con lo scatto fisso fosse sufficiente ad appartenere a questo gruppo, ma anche chi la bici la prende ogni tanto, chi semplicemente non vuole più auto sui marciapiedi, gli anziani che ormai non escono di casa perchè agli incroci non si vede nulla, con auto parcheggiate ovunque, i bambini che rischiano la vita, o ogni tanto ce la lasciano, come il povero Giacomo in via Solari – e le mamme!

Questa rivoluzione la faranno le mamme, o non si farà. E dobbiamo chiederci: vogliamo “salvare i ciclisti”, e magari metterli in tanti bei recinti chiamati “piste ciclabili”, o vogliamo cambiare le nostre città? Capisco bene che #salva-ambiente non interessi a nessuno, purtroppo, ma #salva-portafoglio? Se la benzina costa il doppio di 10 anni fa e le auto sono diventate più grandi, per deduzione dico che il cervello è diventato più piccolo. Vogliamo far notare questa assurdità a tutti, anche a chi non frega nulla delle bici e dell’ambiente e di cosa fanno ad Amsterdam, che tanto, se mette il naso fuori dai patrii confini, va quasi di sicuro in un “ressort all-inklùsiv con cucina italiana”? Vogliamo che il fatto che uno è gay oppure no sia importante come il fatto che abbia i capelli lisci o ricci, o preferiamo continuare con i carnevali? Non ho nulla contro i carnevali.

Ma cambiano il mondo?