Adelante, con juicio

Ogni cosa, che siano le “piste ciclabili”, la rivoluzione proletaria (da Togliatti a Vendola) o la rivoluzione liberale e il taglio delle tasse (Berlusconi) o la “Padania” (Bossi & co) o il mitico, immaginifico conflitto di interessi (vero, PD?) o i diritti civili (che vanno concessi, forse, ma di sicuro piano, vero, Bindi?) viene promessa e poi mai mantenuta.

La cosa più interessante, forse, é che di solito si promette ciò che non è realizzabile, tipo la rivoluzione proletaria in un Paese che aveva basi NATO, o “la Padania” quando invece si sarebbero potute avere n province autonome come Trento e Bolzano. E non è un caso, ma un preciso disegno. In modo che poi si possa ripromettere una seconda e una terza e una quarta volta la stessa cosa. I problemi non vanno mai risolti. Bisogna solo aizzare la gente, farla incazzare, farla dividere e litigare, e poi passare alla cassa, riscuotere i voti e riposare le ignobili terga sulle comode poltrone, e se si è in alto abbastanza andare in tivù in quella specie di Grande Fratello che dura da 20 anni con Floris o chi c’era prima di lui.

E poi ripetere la cosa all’infinito, in una specie di Groundhog Day italiano.

I grandi temi della politica in Italia

Ci alleiamo con Casini o con Vendola? O con tutti e due? Con Di Pietro cerchiamo un accordo di desistenza o lo ignoriamo? Grillo lo attacchiamo frontalmente? Gli diamo del populista o del fascista? Vogliamo farci governare di nuovo da Monti? Le tivù… no, quello NON è un tema di politica, che il PD e i suoi brand precedenti mandati via via in soffitta sono a favore delle televisioni di Berlusconi dal lontano 1985. Che legge elettorale facciamo, ovvero: quale ci favorirebbe di più? Ma se facciamo una legge elettorale di tipo x, poi ci conviene lo stesso allearci con quello e quell’altro o con uno solo dei due?

Di cose da fare, ovviamente, non parla nessuno. Perché nessuno sa fare un cazzo di niente. Non mi risulta che nessuno sia laureato in Scienze Sociali o tanto meno in Public Policies. La politica è quella roba di cui sopra: convincere, fregare, comprare, corrompere fino a ottenere il potere, e poi usarlo per andare in tivù a farsi belli a parlare di massimi sistemi – visto che di cose pratiche e utili non sanno un cazzo – e distribuire favori ad amici e clientes che poi rigireranno ai partiti voti e tangenti. Fare cose per i cittadini o per le piccole aziende? E perché mai? Siamo i padroni del Paese, sono i cittadini a doverci servire. Ovviamente, l’unico che prova a parlare di temi pratici e di alternative di ampio respiro è un “populista”. Loro, invece, sono dei ladri e degli incapaci attaccati alle poltrone.

Un PD normale

Un PD normale dovrebbe fottersene delle alleanze; fottersene, in particolare, di quello che pensa Casini; fottersene di cambiare la legge elettorale proprio adesso; stare dalla parte dei magistrati e non di Napolitano; essere favorevole a tutti i movimenti dei cittadini, dai girotondi ai referendum, invece che osteggiarli; essere contrario alle cosiddette grandi opere, a quella cagata dell’Expo, al nucleare, alla privatizzazione dell’acqua e a quella criminale stronzata galattica dell’Italia come piattaforma logistica del Mediterraneo e favorevole invece a una nuova, piccola economia dal basso, fatta di recupero di strutture, cemento zero, risparmio energetico, energie rinnovabili, turismo ecosostenibile, arte, cultura, cibo, moda, design, vino, web, mobilità dolce etc. Sì, vabbé, insomma… dream on!

Partito non democratico non di sinistra

E’ una cosa curiosa, questo PD. Si alleano con l’UDC di Casini e Cuffaro e con Lombardo in Sicilia. Sostengono Monti e la Fornero e sono su posizioni più di destra del presidente di Confindustria. Si riempiono la bocca di Obama e Hollande ma non hanno uno straccio di idea alternativa dal punto di vista economico. Hanno al proprio interno gente come la Bindi, Letta e Fioroni. Sono contrari ai referendum, ai girotondi, alle raccolte di firme dei cittadini. Dicono che è meglio votare PDL che votare Grillo. Il giorno dopo, fanno un congresso, e nessuno dice niente a Letta per le oscene dichiarazioni. In compenso, si scopre che sono contro i diritti civili, e continuano a opporsi ai giovani del partito che vanno bene solo se si mettono «a servizio». L’unica cosa “di sinistra” rimasta al PD è dire ok alla Torino-Lione e all’acquisto dei cacciabombardieri americani.