Anche tralasciando il fatto che io abolirei piuttosto le regioni, non si può. E non perchè non si possano riallocare i compiti delle province o delle regioni, ma perchè i “posti di lavoro” inutili, negli enti locali, nella burocrazia, o i notai tutti, o i commercialisti di cui abbiamo il record pro-capite al mondo perchè fare le dichiarazioni delle tasse è inutilmente troppo complicato, o gli avvocati perchè non ci si può mai difendere da soli (sul diritto del lavoro in Francia sì, per dire) non sono stati creati per caso. Sono stati scientemente creati da un lato come “via italiana al welfare state”, per così dire, e dall’altro, ovviamente, per crearsi serbatoi di voti clientelari e yes-men nella pubblica amministrazione. In Italia le cose che vanno male vanno male per scelta ancora più che per semplice incuria o inerzia. Ed è dura se non impossibile cambiare le cose, perchè questi, ovviamente, adesso hanno “diritto” al “posto di lavoro” anche se non fanno un cazzo o se fanno solo danni, e poi un mutuo da pagare, le rate del SUV e le vacanze dei figli. E vorrai mica far crollare l’economia, vero?
Politica
TAVanata galattica
Leggo su Il Fatto i numeri della Torino-Lione, e rimango allibito: 57 km di tunnel; progetto del 1993, quando i passeggeri erano un milione e mezzo e la previsione per il 2002 era di 8.5 milioni (!), mentre oggi i passeggeri sono 750 mila; 2,4 milioni di tonnellate di merci trasportate, o meno di un quarto della capacità della linea, e in calo costante, come pure è in calo costante anche il trasporto su gomma sulla stessa tratta; progetto che dovrebbe partire entro il 2013 per la parte da Susa verso la Francia (ovvero 20 anni dopo il progetto) e che dovrebbe essere consegnato entro il 2023; la parte francese del tunnel invece dovrà essere operativa entro il 2035 — si vede che i francesi conoscono i nostri tempi.
Costo: 14 miliardi di Euro per la parte da Susa verso la Francia, e altri 5 da Torino a Susa. Leggo anche, sulla stessa pagina, che oltre al famoso “corridoio” Lisbona-Kiev, ne è previsto un altro chiamato “corridoio dei due mari” fra Genova e Rotterdam.
La verità pura e semplice è che questa gente prende droga di cattiva qualità.
Plìs visit aur cauntri
Ci sono poche cose che descrivono meglio la cialtroneria diffusa di questo Paese di come é stato trattato il Turismo negli ultimi 10 anni. Du iù rimember? Sì, proprio Lui, l’ex radicale, poi sindaco ”ecologista in motorino”, poi cattolico, poi a sinistra, per così dire, col PD.
Voglio dire, sei il Ministro del Turismo di un Paese che ha Roma, Firenze e la Toscana, Assisi, Venezia, Verona e L’Arena, La Scala, la Milano capitale della moda, i laghi lombardi, una città, Torino, che si apprestava a ospitare le Olimpiadi Invernali, le Cinque Terre, due delle più antiche università del mondo a Bologna e Padova, e poi Napoli, Capri, Paestum, la Costiera Amalfitana, Lecce, Matera, la Valle dei Templi, Siracusa, Palermo, la Sardegna e le Dolomiti e chi più ne ha più ne metta – e cosa fai? Implori la gente, in un inglese che neanche Totò, perchè venga per favore a visitarti???
Ora, per fortuna, è diventata Ministro del Turismo la Edwige Fenech lombarda, che da par suo ha scelto, con la preziosa collaborazione di quell’Alvaro Vitali che ci ritroviamo come Presidente del Consiglio, un logo addirittura peggio del cetriolone di Rutelli, un accrocchio di luminescente barbarie grafica che sembra fatto da qualcuno che ha appena scoperto le magie di Photoshop e che odora di televendite notturne dei primi anni delle tv commerciali e, non bastasse, anche un aggettivo, Magic. Magic Italy, perché l’Italia è così poco conosciuta che se non ti inventi un modo geniale di presentarla nessuno capirà di cosa stai parlando.
C’è inclusione e inclusione…
Come si fa a costruire un programma forte e inclusivo per vincere delle elezioni?
L’idea tipica della sinistra italiana mi sembra purtroppo quella di prendere le difese di qualunque gruppo appaia loro svantaggiato e meritevole di tutela, tutela spesso concessa dall’altro, dall’alto della loro idea di essere nel giusto, e migliori degli altri, fino ad arrivare agli eccessi assolutamente ridicoli del gioire perchè, a seconda di quello che ogni Paese può fare, Obama nomina una trans oppure Luxuria vince L’Isola dei famosi (o va in Parlamento, scelta dall’alto da un partito e non dal televoto, il che vale ancora meno).
A seconda degli elettori e del clima politico più o meno becero e radicalizzato, la forzata inclusione o tutela di queste persone può suscitare ilarità, spallucce, una vaga simpatia o, forse più spesso, una forte opposizione. Raramente questo tipo di processo politico fortemente identitario genera passione, se non a livello di Primarie dove i numeri sono piccoli e vanno a votare solo coloro che sono più appassionati. Per includere a tutti i costi e ostentare questa inclusione, va a finire che si divide e che si fa il gioco degli avversari.
Viceversa, ci si dovrebbe chiedere: esistono problemi – e possibili soluzioni a questi problemi – a cui nessuno sta pensando e che potrebbero cambiare le regole del gioco, perchè questi problemi, idee e possibili soluzioni questi sì che potrebbero suscitare entusiasmo presso una parte consistente e trasversale dell’elettorato, andando a cercare non appoggi politici e pacchetti di voti presso i partiti, ma direttamente dagli elettori? Quali potrebbero essere questi problemi e questi temi in una città come Milano?
