Il browser di Facebook

Ora che Apple e anche Samsung hanno deciso di supportare tool di ad-blocking sui loro telefoni, è arrivata l’ora per Zuck di lanciare il browser di Facebook!

Quanti anni sono che ci raccontano tutte queste balle sui “consumatori” che vogliono “avere una relazione” (extra-matrimoniale?) con le loro marche preferite di burro, yogurt, dentifricio e pneumatici? Io voglio un browser che mi permetta di “essere in contatto” tutti i giorni, oltre che tutte le notti, con l’azienda che produce il mio materasso. Voglio entrare in contatto con lo storytelling di chi produce la Panda. Voglio sentirmi vicino al tonno e ai sottaceti. Sfruttando la geolocalizzazione, voglio essere avvisato di quando passo davanti a un supermercato e i miei biscotti preferiti sono in sconto del 15%. Voglio una relazione con la mia assicurazione, oltre che con la mia assicuratrice. Non voglio perdermi neanche un post del mio operatore telefonico, del mio fornitore del gas e della mia banca.

Facebook ormai vende pubblicità

La cosa più bella, poi, è che Facebook ha smesso da un pezzo di raccontare queste stronzate. Facebook è il nuovo bar e il nuovo giornale e la nuova tv. Gratis.

Il che — mi pare evidente — è come dire: come Metro e Rete4, non come Il Fatto e Sky.

Anzi, vende proprio interruptive advertising. Quelli che vendono “conversazioni” e simili balle spaziali sono le agenzie e i consulenti. Gli ultimi soldati giapponesi nella giungla, elmetto in testa, convinti ancora che l’Imperatore non accetterà mai la sconfitta.

The Next President

L’ho detto più volte: in tempi migliori, tipo negli anni ’60, Obama sarebbe stato un ottimo candidato e un ottimo Presidente per i Repubblicani. Se fosse stato bianco, si intende.

Il prossimo Presidente degli Stati Uniti sarà Bernie Sanders, un uomo che sta urlando all’America cose che nessuno ha più osato dire dopo gli omicidi di MLK e Bob Kennedy.

20 anni di web in 6 righe

Siamo passati da inutili portali con notizie di basso livello scritte da giornalisti strapagati solo perché sapevano pasticciare un po’ con il computer e inutili banner venduti a peso d’oro (fino a quando ci si è accorti che non servivano a nulla) a inutili social network in cui facciamo noi il lavoro, gratis, litigando su calcio, società, politica e altro con persone che più o meno conosciamo e inutili posizioni pubblicitarie che servono soprattutto a far migliorare le inutili statistiche della nostra azienda su questi stessi social network.

Tre considerazioni sul Family Day

Vorrei fare tre considerazioni sul Family Day:

1. Solo questi fenomeni avrebbero potuto far sembrare Renzi e la sua modesta proposta di legge di sinistra. Non è che hanno messo in piedi tutto sto casino per aiutare Renzi a riprendere consensi presso chi si considera di sinistra? (e vota un democristiano)

2. Da parte di tanti amici e contatti di sinistra ho visto un totale misconoscimento delle ragioni, o supposte tali, di chi al Family Day è andato. Il che è sia indice di fascismo rosso, sia di scarsa intelligenza, visto che l’avversario c’è e non è ancora stato sconfitto.

3. Ancora più ridicoli quelli che dicono che la storia è dalla loro parte. Alla storia non frega un cazzo di niente, e la storia non ha direzioni univoche, e non “finisce” mai. Piuttosto: arriveranno prima i matrimoni gay in Italia, oppure verranno prima “momentaneamente sospesi” in Svezia per non offendere e dare noia agli immigrati con la barba?